Psicoterapia

Introduzione

La psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale si configura come approccio originale e profondamente innovativo in psicologia clinica dagli anni ’60. Essa trova i propri fondamenti teorico concettuali nei contributi della teoria generale dei sistemi, della teoria cibernetica, delle teorie della comunicazione.

L’approccio sistemico relazionale ha introdotto un’originale teoria della tecnica e un modo nuovo di pensare ed intendere sia la psicopatologia che il processo terapeutico. La teoria sistemica, infatti, è uno strumento concettuale di grande flessibilità nel leggere e comprendere le dinamiche relazionali che vengono solitamente scotomizzate nella comprensione dei disturbi psicopatologici. L’approccio relazionale ha quindi favorito possibilità d’intervento terapeutico anche in situazioni di gravità clinica, di povertà socio-culturale, di cronicizzazione precoce che solitamente precludono un approccio psicoterapeutico tradizionale.

A partire dagli anni ’80, l’evoluzione dalla prima cibernetica alla cibernetica di secondo ordine ha permesso di riconoscere ed esplicitare la circolarità presente nella relazione tra sistema osservatore e sistema osservato. Il rinnovamento della teoria e della clinica sistemica che ne è seguito ha così riscoperto le dimensioni semantiche della comunicazione, il mondo dei significati, le premesse soggettive e le emozioni dell’individuo.

A partire dagli anni ‘90, la psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale, tradizionalmente orientata all’intervento clinico con coppie e famiglie, ha iniziato a dedicare grande attenzione al setting clinico individuale.

Nuove integrazioni teoriche-cliniche

Negli ultimi anni, anche per il progressivo emergere di nuove forme di disagio negli adulti e negli adolescenti, il CSTF ha utilizzato, nei diversi setting clinici, un’originale integrazione tra i contributi della  teoria sistemica, nella declinazione socio-costruzionista della Scuola di Milano (Boscolo, Cecchin), la teoria dell’attaccamento (Bowlby) e il costrutto della mentalizzazione (Fonagy, Asen).

La democrazia dei significati

L’approccio sistemico relazionale del Milan Approach ha introdotto un’originale teoria della tecnica, una specifica postura terapeutica e un modo nuovo di pensare e intendere sia la psicopatologia che il processo terapeutico. A fronte del lavoro clinico sul riconoscimento degli effetti del trauma nella storia clinica dei clienti, il processo di co-costruzione dell’ipotesi relazionale sistemica all’interno di una cornice di condivisione dei significati attribuiti al sintomo dal sistema individuale e familiare, permette di valorizzare la democrazia dei significati e la narrazione di storie riparative. Il terapeuta sistemico utilizza una prospettiva binoculare con la quale si focalizza sia sul danno legato al trauma, sia sul potenziamento delle risorse.  Attraverso la relazione con il terapeuta sistemico, che utilizza una postura relazionale conversazionale e narrativa, viene superato il potere dell’interpretazione come dittatura del significato (inteso come unico e vero) per attivare la democrazia delle diverse narrazioni possibili (significati ipotetici e verosimili). Il Milan Approach introduce nelle stanze di terapia una postura democratica dello psicoterapeuta che coglie l’aspetto drammatico e al tempo stesso potenzialmente eversivo del sintomo psicopatologico e cerca di ricontestualizzarlo nella dimensione familiare trigenerazionale ove si è costruito, per creare i presupposti del cambiamento possibile, riconoscendo le trame del trauma e poi connettendosi alle risorse del sistema.

La sede di Palermo del Centro Milanese di Terapia della Famiglia – Centro Siciliano di Terapia della Famiglia – è un centro di formazione, ricerca, consulenza e psicoterapia che, fin dal 1992, ha inteso promuovere la cultura sistemica, secondo la declinazione del Milan Approach, sia in contesti clinici che in quelli di promozione della salute in tutto il territorio siciliano.

Il Centro Milanese di Terapia della Famiglia, Istituto di formazione e di clinica sistemica riconosciuto dal MURST, è stato fondato da Luigi Boscolo e da Gianfranco Cecchin dopo un periodo di proficua collaborazione con Mara Selvini Palazzoli e Giuliana Prata.

A seguito del riconoscimento da parte del M.I.U.R., la sede di Palermo del Centro Milanese di Terapia della Famiglia, ha attivato, dal gennaio 2003, il corso di Specializzazione in Psicoterapia ad indirizzo sistemico.

Programma

La formazione teorico pratica nell’indirizzo specifico del Centro si caratterizza come un percorso di formazione che integra, ed articola tra loro, l’apprendimento teorico, l’esperienza personale, la riflessione di natura epistemologica, la crescita soggettiva e professionale.

Inoltre, ogni formazione alla pratica clinica (e più in specifico alla clinica ad indirizzo sistemico relazionale) comporta una dimensione relazionale come essenziale al suo evolversi. Per questo essa si colloca di necessità all’interno della storia di un gruppo in formazione, e quindi nel contesto sia delle dinamiche interne al gruppo stesso, sia dell’evolvere della relazione tra il gruppo di allievi e i formatori. Il metodo di formazione si prefigge pertanto in primo luogo l’obiettivo di far sì che l’apprendimento teorico e l’apprendimento alla pratica clinica siano intimamente connessi. .Questa modalità di intendere il processo di formazione si sforza di essere coerente con l’epistemologia sistemica e con il pensiero di Gregory Bateson, cui il Centro Milanese di Terapia della Famiglia ancora il proprio lavoro sia clinico che formativo. Per questi motivi gli argomenti trattati nel corso della formazione teorico pratica nell’indirizzo specifico del Centro vengono proposti suddivisi in moduli che specificano i tre assi portanti del processo di formazione, e che devono essere intesi come aspetti sempre compresenti e tra loro intrecciati all’interno della complessità di una esperienza di formazione alla psicoterapia.

Gli assi portanti della formazione teorico pratica nell’indirizzo clinico specifico della scuola sono: l’approfondimento teorico ed epistemologico; la riflessione sulla teoria della tecnica; la formazione alla pratica clinica.

Modulo A. La teoria cibernetica e sua evoluzione.

Il modulo A si prefigge i seguenti obiettivi:

1. Fornire una conoscenza degli assunti di base dell’epistemologia cibernetica, della teoria dei sistemi viventi e della teoria della comunicazione umana;
2. Introdurre gli allievi all’applicazione dei principi teorici del modello sistemico-relazionale nella lettura delle relazioni umane e, in specifico, della famiglia come sistema;
3. Introdurre gli allievi alla comprensione e alla decodifica dei quadri psicopatologici e dei fenomeni clinici in termini di ipotesi sistemica e contestuale;
4. Fornire una conoscenza dei più recenti sviluppi dell’epistemologia cibernetica, delle teorie della funzione osservativa, della teoria dei sistemi autopoietici, delle teorie dell’autorganizzazione, delle teorie costruttiviste e del costruzionismo sociale;
5. Introdurre gli allievi all’applicazione dei principi teorici della cibernetica di secondo ordine nella lettura e nella comprensione della relazione terapeutica e del processo terapeutico.

Il modulo A affronta le seguenti aree tematiche:

a) Teoria Generale dei Sistemi.
– Inquadramento storico ed evoluzione della teoria sistemica.
– Il concetto di Sistema.
– “Feed – back” e causalità circolare.
– Tipizzazione logica ed organizzazione gerarchica dei sistemi.
– Omeostasi e Cambiamento.

b) Teoria della Comunicazione.
– Gli assiomi della Teoria della Comunicazione Umana.
– Comunicazione analogica e digitale.
– I livelli logici della Comunicazione Umana.
– I concetti di Ridondanza e di Regola.
– I modelli delle relazioni: Complementarietà e Simmetria.

c) Sistemi comunicativi umani e loro proprietà.
– I processi di definizione della relazione.
– Congruenze e incongruenze comunicative.
– I Paradossi della Comunicazione.
– Il concetto di Contesto.

d) La famiglia come sistema.
– Il concetto di Ciclo Vitale.
– Aspetti strutturali della famiglia: confini generazionali, alleanze, coalizioni.
– La lettura sistemica della psicopatologia: la teoria del Doppio Legame.
– I differenti quadri psicopatologici e la loro lettura in termini sistemici e contestuali.

e) Epistemologia cibernetica di secondo ordine:
– Aspetti storici ed evoluzione dell’epistemologia cibernetica.
– Epistemologia Genetica.
– Il concetto di Sistema Osservatore.
– Teorie della cognizione e autoreferenza.
– Ricorsività e concetti di secondo ordine

f) Teorie della funzione osservativa:
– La teoria dei sistemi autopoietici.
– Il concetto di autoorganizzazione dei sistemi viventi.
– Il costruttivismo radicale.
– Il costruzionismo sociale.

g) Semantica della comunicazione umana:
– Le teorie narrative in psicologia
– Gli aspetti semantici della comunicazione umana.
– Emozioni nella comunicazione ed estetica delle relazioni.
– I sistemi umani come sistemi di significati.

h) Psicopatologia e semantica della comunicazione:
– Il concetto di co-costruzione.
– La famiglia come processo di costruzione di significati.
– Il dominio della psicopatologia come opzione descrittiva.
– La lettura della psicopatologia in termini costruttivisti.

Modulo B. Teoria della tecnica sistemica

Il modulo B si prefigge i seguenti obiettivi:

1. Introdurre gli allievi alla teoria dell’ipotizzazione sistemica come strumento principe della clinica sistemica.
2. Fornire una conoscenza teorica dell’evoluzione del concetto di neutralità terapeutica;
3. Approfondire gli aspetti teorici dell’uso del tempo nel setting terapeutico e nell’evoluzione del processo terapeutico.
4. Introdurre gli allievi alla teoria del cambiamento secondo una logica sistemica e alla tecniche di conclusione della seduta ad essa connesse.
5. Fornire una conoscenza teorica relativa alle dimensioni semantiche e all’uso del linguaggio in terapia.
6. Promuovere la consapevolezza della presenza di premesse logiche e di pregiudizi nel terapeuta e della circolarità ermeneutica che caratterizza la relazione terapeutica.

Il modulo B affronta le seguenti aree tematiche:

a) Il concetto di ipotizzazione sistemica;
b) Teoria e classificazione delle domande “circolari”;
c) Dalla “neutralità” alla “curiosità” terapeutica;
d) Il lavoro di team e l’emergenza di un pensiero “circolare” e di ipotesi sistemiche;
e) Teoria del cambiamento: il “controparadosso ” o paradosso terapeutico;
f) Il concetto di “connotazione positiva”;
g) Teoria e tecnica del reframing;
h) Tecniche prescrittive e rituali terapeutici;
i) L’importanza del tempo nel contratto terapeutico e nella evoluzione del processo;
j) La conclusione del progetto terapeutico;
k) Le “parole-chiave” e aspetti semantici della relazione terapeutica;
l) L’autoriflessività e l’attenzione alle premesse dell’osservatore;
m) La co-costruzione della realtà terapeutica;
n) La scelta del dominio di descrizione come opzione etica.

Il modulo C. Formazione alla pratica clinica

Il modulo C si prefigge i seguenti obiettivi:

1. Consentire l’apprendimento guidato, attraverso esperienze dirette ed indirette, della pratica clinica ad indirizzo sistemico-relazionale con la famiglia, la coppia, l’individuo.
2. Permettere all’allievo di sperimentare i differenti momenti ed i diversi aspetti della conduzione della relazione terapeutica.
3. Promuovere la formazione personale al conseguimento di una adeguata competenza nella conduzione della relazione interpersonale, e in specifico della relazione psicoterapeutica.
4. Favorire nell’allievo una crescente consapevolezza ed un più fecondo utilizzo delle proprie risorse personali all’interno della relazione terapeutica.
5. Permettere all’allievo di affrontare e ridefinire eventuali difficoltà personali emergenti all’interno della relazione terapeutica.
6. Condurre gli allievi a sperimentare in prima persona il lavoro di team, l’uso dello specchio unidirezionale e di differenti livelli di osservazione del sistema terapeutico.

Il modulo C affronta le seguenti aree tematiche:

a) Il setting terapeutico.
– Analisi della domanda.
– Analisi del contesto allargato e delle caratteristiche dell’invio.
– Strutturazione del team terapeutica: uso dello specchio unidirezionale.
– Aspetti temporali del processo clinico.
– Formulazione di un contratto terapeutico.

b) La conduzione della seduta
– La scheda telefonica;
– Il genogramma della famiglia;
– Il processo di ipotizzazione sistemica e l’utilizzo delle domande circolari;
– Gli aspetti non verbali della comunicazione nell’hic et nunc;
– Indagine ed ipotizzazione relative alla storia del sistema familiare;
– L’ipotesi trigenerazionale;
– L’ipotizzazione sulla relazione terapeutica e l’uso delle emozioni del terapeuta;
– La conclusione della seduta: i reframing, la connotazione positiva, il paradosso terapeutico, le prescrizioni e i rituali terapeutici.

c) Approfondimenti di tecnica clinica
– Ipotizzazione: il concetto di ipotesi sistemica.
– Circolarità: le domande circolari e il loro utilizzo nella formulazione dell’ipotesi.
– Il concetto di Neutralità nella conduzione della seduta e sua evoluzione.
– L’importanza del tempo nel processo terapeutico.
– Parole-chiave e semantica della relazione terapeutica.

d) I servizi e le organizzazioni come sistemi.
– L’analisi della rete dei servizi come sistema aperto.
– L’equipe di lavoro come sistema.
– Il sovrasistema famiglia-servizi.
– Dal contenuto al processo: l’integrazione strategica degli interventi.

Struttura

Il Corso di Specializzazione in Psicoterapia ad indirizzo sistemico – relazionale è quadriennale e prevede un monte ore annuo di 500 ore e un monte ore quadriennale complessivo di 2.000 ore.

I Corsi sono articolati nelle seguenti aree formative:

1) Lezioni teoriche
2) Corso Base
3) Tirocinio

1) Lezioni teoriche: le lezioni teoriche del primo biennio prevedono insegnamenti nelle aree di Psicologia Generale, Psicologia dello Sviluppo, Psicopatologia e Diagnostica Clinica. Le lezioni teoriche del secondo biennio prevedono insegnamenti che presentano i principali indirizzi psicoterapeutici. In quest’area formativa rientrano gli insegnamenti teorici integrativi e i seminari teorici di approfondimento teorico nell’indirizzo specifico

2) Corso Base: si tratta di incontri in piccolo gruppo durante il quale viene approfondito l’indirizzo specifico delle Scuola, sia negli aspetti teorici ed epistemologici, sia per quanto concerne la clinica e la supervisione diretta e indiretta.
Il primo biennio e’ finalizzato alla studio dei fondamenti teorici e di teoria della tecnica della psicoterapia sistemica. Il secondo biennio prevede un crescente coinvolgimento degli allievi nella pratica clinica.

3) Tirocinio: l’allievo e’ tenuto a effettuare un tirocinio di 150 ore annue presso strutture o servizi pubblici o privati accreditati, ove sia presente un tutor psicologo o medico abilitato all’esercizio della psicoterapia.

Metodologia

La formazione teorico pratica si svolge all’interno di un piccolo gruppo che si incontra a cadenze regolari ed è condotto da un didatta della Scuola e da un tutor.
Gli incontri prevedono una modalità di conduzione atta a stimolare negli allievi un apprendimento basato sull’esperienza e sul coinvolgimento personale.

L’allievo è coinvolto nei seguenti momenti:
a) Preparazione e presentazione al gruppo del materiale bibliografico indicato dal docente;
b) Discussione critica ed elaborazione in gruppo dei contenuti appresi nel corso delle lezioni anche al fine di connettere tali contenuti con argomenti di cui al punto a);
c) Osservazione e discussione guidata del materiale videoregistrato relativo a processi clinici condotti dagli psicoterapeuti della Scuola;
d) Esercitazioni pratiche, condotte con le tecniche della simulata e del role-playing, finalizzate a consentire un apprendimento diretto ed esperienziale del modello clinico proposto. Le esercitazioni potranno essere videoregistrate per consentire una riflessione sulle difficoltà e le risorse dell’allievo;
e) Momenti di discussione di gruppo finalizzati alla riflessione critica ed all’elaborazione guidata delle differenti esperienze di tirocinio dei singoli allievi in formazione;
f) Momenti di discussione ed apprendimento delle dinamiche di gruppo.

Per quanto concerne la formazione alla pratica clinica, nel secondo biennio di Corso, sono previsti i seguenti momenti formativi:
a) Formazione al lavoro in equipe tramite utilizzo dello specchio unidirezionale:
l’allievo partecipa a processi terapeutici condotti dai docenti e dai tutor dell’Istituto, all’interno dell’equipe di supervisione;
b) Formazione personale alla conduzione del processo terapeutico:
l’allievo partecipa come terapeuta in co-terapia, ad uno o più processi terapeutici con la supervisione diretta dell’equipe guidata dal docente dell’Istituto
c) Supervisione indiretta:
l’allievo viene invitato a presentare situazioni cliniche incontrate nel corso del tirocinio pratico o seguite all’interno della propria esperienza professionale, al fine di una supervisione indiretta della conduzione del caso, che può svolgersi anche tramite la tecnica della simulazione di seduta.
d) Formazione personale:
l’allievo può presentare al gruppo in formazione il genogramma e la scultura della propria famiglia d’origine affinché il gruppo, guidato dal docente, formuli ipotesi sistemiche relative alla scelta della professione di psicoterapeuta ed alle personali difficoltà dell’allievo nella formazione alla psicoterapia e nella conduzione della relazione

Criteri di ammissione, valutazione e costi

Criteri di ammissione

– Laurea in Psicologia o in Medicina e Chirurgia.
– Iscrizione al proprio Albo Professionale, o superamento dell’Esame di Stato entro la prima sessione utile.
– Colloquio mirato a valutare le motivazioni personali e professionali dell’allievo, le caratteristiche di equilibrio personale e di etica professionale nell’esercizio della pratica psicoterapeutica, e l’attitudine specifica rispetto all’indirizzo sistemico relazionale.

Valutazione degli allievi

Al termine di ogni anno l’allievo, completata la frequenza del corso e del tirocinio, dovrà sostenere un esame teorico-pratico. Al termine del IV anno di Corso l’allievo dovrà presentare un lavoro di tesi su un argomento teorico o clinico concordato con il docente e sostenere una prova finale, atta a verificare sia la formazione teorica e clinica nell’indirizzo sistemico relazionale, sia la professionalità acquisita nella conduzione della relazione psicoterapeutica.

Assicurazione
CSTF stipula annualmente per i propri allievi apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile, gli infortuni e le malattie infettive per la frequenza ai corsi e alle attività di tirocinio. La polizza assicurativa Infortuni e R.C per la frequenza ai corsi e al tirocinio è compresa nella quota di iscrizione annuale.

Testi
I principali testi e articoli utilizzati nel corso della formazione verranno indicati di volta in volta dai didatti, all’interno della bibliografia prevista dai programmi didattici.

Lavoro di tesi
Per poter accedere alla prova finale l’allievo deve presentare, entro il 10 dicembre del IV anno di Corso, un lavoro di tesi, il cui argomento e relatore siano stati concordati con il direttore del CSTF entro il termine del III anno di frequenza.

Prova finale
L’esame finale si svolgerà presso la sede di Palermo entro il 30 gennaio dell’anno successivo al completamento del IV anno di Corso. La discussione del lavoro di tesi si svolgerà successivamente a Milano in occasione di una apposita sessione di Diploma cui seguirà la cerimonia di consegna del Diploma.

Diploma finale
Dopo il superamento della prova finale la Scuola rilascia all’allievo il Diploma di Specializzazione in Psicoterapia ad indirizzo Sistemico Relazionale.

Costi del Corso
Solo per l’anno accademico 2018, grazie ad un progetto finanziato che unisce la formazione, l’attività clinica e la ricerca,  chi si si iscrive entro il 10 Luglio 2017 potrà usufruire di uno sconto del 30% sull’iscrizione ai quattro anno della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ( 2.730,00 euro anziché 3.900,00).

La quota d’iscrizione comprende la partecipazione alle attività didattiche, di supervisione e di formazione personale in gruppo, nonché i costi dell’assicurazione per la frequenza delle ore didattiche e delle ore di tirocinio. Comprende inoltre l’abbonamento alla rivista del CMTF “Connessioni” per quattro anni.

Per tutti gli altri, il costo annuo per partecipare al Corso di formazione della scuola di specializzazione in psicoterapia è di Euro 3.900,00 IVA esente, da versare esclusivamente con bonifico bancario in un’unica rata o in 12 rate mensili di Euro 325,00 ciascuna. Le modalità di pagamento verranno comunicate dalla Segreteria all’atto dell’iscrizione. Il costo comprende le supervisioni, lo sviluppo personale e l’assicurazione per la responsabilità civile, gli infortuni e le malattie infettive, sia nei contesti di tirocinio che nella sede didattica. La psicoterapia personale non è obbligatoria e le azioni di sviluppo personale si svolgono nelle ore di training.
La tassa d’iscrizione alla Scuola di Specializzazione è di Euro 155,00, da versare soltanto il 1° anno all’atto dell’iscrizione e comprende l’abbonamento alla rivista del CMTF “Connessioni” per quattro anni.

La tassa per l’esame finale di Specializzazione è di Euro 155,00 e va versata alla fine del 4° anno al Centro Milanese di Terapia della Famiglia.

Si specifica che non deve essere anticipato alcun importo prima dell’accettazione e della frequenza ai corsi.

Iscrizioni

La domanda di iscrizione, corredata da curriculum, fotocopia del titolo di studio (certificato di laurea con le votazioni conseguite), 2 fotografie formato tessera, fotocopia di un documento di identità, va presentata o inviata alla segreteria del Centro Siciliano di Terapia della Famiglia, in via G. Castriota n° 6 – 90139 – Palermo.

Inizio del Corso Gennaio 2017

Staff

Docenti:

Pier F. Sannasardo
Igino Bozzetto
Antonio Caruso
Enrico Cazzaniga
Antonio De Francisci
Monica Di Giorgi
DanielaGagliano

Chiara La Barbera
Marcella Minissale
Andrea Mosconi
Giampaolo Spinnato
Umberta Telfener

 

Allievi Didatti

Anna Pia Aiuto

Maria Enrica Batolo

Elisa Cardinale

Loredana Genovese

Cristina Maiorana

Loredana Messina

Chiara Sances

Viviana Vassallo

Riconoscimento Ministeriale

La sede di Palermo del Centro Milanese di Terapia della Famiglia è stata riconosciuta idonea dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ai sensi dell’art. 3 della legge n. 56 del 18/02/1989, con DM 25/2/2002, G.U. n. 39 del 13/3/2002, a svolgere Corsi Quadriennali di Specializzazione in Psicoterapia Sistemico Relazionale.

FAQ


INCONTRI CLINICI - OPEN DAY

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I FONDATORI

Luigi Boscolo

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Gianfranco Cecchin

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